Sipps: occorre incentivarne il consumo

Colorata, succosa e, soprattutto, indispensabile nell’alimentazione infantile: la frutta è un alimento fondamentale nella dieta dei piccoli per il suo elevato apporto di fibra, sali minerali e vitamine. Chiuse le scuole, iniziate le prime vacanze estive sotto uno splendido sole, in questi mesi più caldi per i bambini è fondamentale avere una corretta alimentazione, sana e ricca di fragole, ciliegie, albicocche, pesche, meloni, angurie, fichi, pere, susine, uva e frutti di bosco. Secondo gli esperti della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) questo alimento deve essere consumato preferibilmente fresco, di stagione, a km 0 e proveniente da coltivazione biologica, che garantisce almeno l’assenza di pesticidi nella produzione. “Il consumo di frutta e verdura – sottolinea la Lisa Mariotti, Nutrizionista Pediatrica Dipartimento Medicina dell’Infanzia e dell’età Evolutiva ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, consulente nutrizionista SIPPS – andrebbe incentivato soprattutto nei bambini e negli adolescenti, anche per arginare l’epidemia di obesità che minaccia di trasformare i prossimi decenni in un’emergenza di salute pubblica. La presenza della frutta nell’alimentazione del bambino è importante fin dal momento del divezzamento, sia dal punto di vista nutrizionale, sia dal punto di vista educativo, per abituarlo ad un’ampia gamma di sapori”.

Fonte: askanews.it

Contribuisce ad aumentare il grado di vigilanza e concentrazione

Stanchezza e affaticamento sono problemi comuni, per gli italiani alla soglia degli esami universitari o di maturità. Ma non solo: dall’analisi del Royal College of Psychiatrists del Regno Unito, 1 persona su 5 si sente spesso stanca e 1 su 10 ha un senso di affaticamento prolungato. Un’assunzione moderata di caffè (3-5 tazze al giorno) ben distribuita nell’arco della giornata, in accordo allo stile di vita di un individuo, può aiutare a ridurre il senso di stanchezza nelle situazioni di tutti i giorni, come gli imminenti esami, e a migliorare l’attenzione sul lavoro o alla guida. La principale componente attiva del caffè è la caffeina, un composto che si trova in una serie di piante, incluse quella del caffè, del tè e del cacao. Una normale tazza di caffè contiene 75-100mg di caffeina, mentre i livelli nel tè e nel cacao sono inferiori. La European Food Safety Authority (EFSA) è giunta alla conclusione che esiste una relazione di causa effetto fra una porzione di 75mg di caffeina, la quantità presente approssimativamente in una normale tazza di caffè, e l’aumento di attenzione e di concentrazione. Tali effetti benefici si riscontrano, ad esempio, in situazioni di prolungato sforzo, come lavoro notturno, jet lag e lunghi viaggi.

Fonte: askanews.it

Disturbo che colpisce un terzo degli over70

Non solo la pelle: anche gli occhi vanno protetti dal sole soprattutto negli anziani che hanno un rischio maggiore di sviluppare la Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE), un disturbo che colpisce un terzo della popolazione dopo i 70 anni, in prevalenza donne. È scientificamente dimostrato, infatti, che l’esposizione prolungata ai raggi UV, associata all’età, rappresenta una vera minaccia per la salute dell’occhio con macula. Inoltre, pazienti con un occhio già colpito da maculopatia senile hanno un rischio aumentato di svilupparla nell’altro. Perciò, occhiali da sole, cibi sani e integratori antiossidanti di ultima generazione devono far parte della routine quotidiana e non solo in vacanza ma anche in città. “E’ fondamentale avere un alimentazione ed uno stile di vita equilibrati ma anche proteggere gli occhi dalla luce intensa con berretti con visiera e lenti da sole – suggerisce Alfredo Pece, Primario della Divisione di oculistica dell’Ospedale di Melegnano e presidente della ‘Fondazione Retina 3000' -. Quando la patologia è in fase iniziale, si cerca di evitare che peggiori con integratori alimentari contenenti sostanze ad azione anti-ossidante e anti-infiammatoria che agiscono proteggendo la retina e rallentando i fenomeni ossidativi, ovvero distruttivi, della macula”. “E’ stato dimostrato che alcune sostanze con funzione anti-ossidante possono rallentare la progressione della DMLE fino al 25%. Per questo è importante una corretta alimentazione e l’attenzione verso sostanze con funzione anti-ossidante e protettive del tessuto oculare – prosegue Pece – queste sostanze possono avere un ruolo anche nella retinopatia diabetica, che rappresenta la complicanza micro vascolare più comune del diabete ed è la prima causa di cecità”. “L’occhio umano è costantemente sottoposto a una forte quota di stress ossidativo, provocato dall’esposizione alla luce solare (foto-ossidazione), con conseguente accumulo di radicali liberi e specie reattive dell’ossigeno a livello del cristallino e della retina – spiega Gianluigi Manzi, dell’UOC di Oftalmologia AORN dei Colli-Ospedale Monaldi di Napoli – per questo è importante assumere la giusta quantità di anti-ossidanti. Molti studi, tra cui AREDS 1 e AREDS 2, hanno valutato l’azione antiossidante sulle cellule retiniche di Luteina, Zeaxantina ed Omega3, contenute anche nei comuni alimenti (verdure a foglia verde, uova, tonno, salmone e sardine). Un nuovo impulso è stato dato dalla chiara evidenza che tanto la DMLE che la RD sono causate e peggiorate da fattori infiammatori. Per questo, la ricerca ha rivolto la sua attenzione anche ad altre sostanze come Gingko Biloba, Epigallocatechingallato, resveratrolo e antocianine, potenti antiossidanti per la loro funzione di protezione maculare”. Di recente è stata provata anche l’efficacia anti-ossidante e anti-infiammatoria del Maqui, il cosiddetto ‘mirtillo della Patagonia’. Si tratta della bacca di una pianta, l’Aristothelia Chilensis, di un colore molto intenso e blu, la cui forma e il cui sapore ricorda molto il nostro comune sambuco. Viene coltivata solo in Patagonia, Argentina e Cile. E’ ricco di nutrienti e in particolare di flavonoidi tra cui antocianine e delfinidine , potenti anti-ossidanti contenuti anche nei frutti rossi come fragole, mirtilli e ribes, in grado di proteggere gli occhi anche dai danni dei raggi solari.

Fonte: askanews.it

L'esperta: tutti a rischio macchie

Roma, 5 lug.
Sì alla tintarella ma senza strafare: con le vacanze alle porte e il primo sole dell’estate i rischi per la pelle e la salute sono sempre in agguato. Eritemi, eczemi e nei possono fare la loro comparsa proprio durante il periodo estivo causando fastidi e preoccupazioni. Come proteggersi allora dall’esposizione, salvaguardando anche l’abbronzatura? “La pelle va protetta dai Raggi UV – spiega la dermatologa dell’INI-Istituto Neurotraumatologico Italiano, Francesca Bruni – se chi ha la carnagione chiara rischia di più un’eritema o un’ustione e chi ha la carnagione scura rischia di meno, nessuno è immune dall’eventuale comparsa o trasformazione di nei che, sotto l’effetto dei raggi ultravioletti, possono diventare maligni”. Per evitare di andare incontro a brutte sorprese, alcuni accorgimenti possono essere adottati prima di partire. “Prima di andare in vacanza è consigliabile, se richiesto, sottoporsi all’epiluminescenza, l’unico esame strumentale che permette di vedere i nei a un forte ingrandimento e percepisce i cambiamenti molto prima di quanto si possa fare a occhio nudo – prosegue la dermatologa – . Si consiglia il periodo prima dell’estate perché la pelle non deve essere ancora abbronzata e perché in caso di rischio il neo viene tolto prima dell’esposizione solare per evitare danni. L’esame è consigliato per chi ha molti nei, per chi ha notato la comparsa di nei recenti, per chi ha nei congeniti e chi ha familiarità per il tumore della pelle. In questi ultimi casi il controllo dovrebbe essere annuale”. Ma ecco i dieci consigli dell’esperta per una corretta esposizione al sole: 1) L’esposizione al sole deve avvenire in modo graduale. Si inizia i primi giorni con un paio d’ore, per poi aumentare, giorno dopo giorno, il tempo e la quantità di sole assorbito. 2) Niente sole nelle ore centrali: da mezzogiorno alle quattro del pomeriggio le radiazioni fanno più male, per cui, per l’intera vacanza, in quegli orari, bisognerebbe evitare di prendere il sole. Non si deve rinunciare al mare ma bisogna prediligere l’ombra. 3) Protezione in anticipo: la protezione va applicata mezz’ora prima dell’esposizione al sole. 4) Si parte con la 50: tutti devono iniziare con la protezione 50, poi chi ha la carnagione scura può diminuire fino a 30, chi è più chiaro deve continuare con la 50. 5) Crema ogni due ore: è importante che tutta la superficie corporea sia protetta e, soprattutto, che la crema solare venga applicata ogni due ore, perché tra salsedine, sabbia e sudore si perde l’efficacia. 6) Cerotti per i nei: se notiamo un neo che non ci piace, che ha cambiato forma o dimensione, possiamo coprirlo anche con un cerotto. Ma solo se si tratta di un neo sospetto particolarmente allarmante. 7) Cappello e occhiali: proteggere sempre il viso con un cappello e gli occhi con gli occhiali da sole. 8) Integratori: per chi vuole proteggersi senza rinunciare all’abbronzatura sono consigliabili gli integratori solari che vanno a potenziare l’effetto dei cibi rossi e arancioni a base di betacarotene. Si protegge la pelle da ertiemi ed eczemi e si acquista colorito. 9) Acqua e doposole: nelle giornate molto assolate se ci si espone molto al sole si raccomanda di bere tanta acqua e idratare molto la pelle. Sole e abbronzatura sono fonte di disidratazione. 10) Per chi ha problemi di macchie sul viso in farmacia sono disponibili fondotinta compatti a protezione 50+, da applicare prima di esporsi al sole.

Fonte: askanews.it

Gli italiani sanno che dovrebbero bere almeno due litri di bevande al giorno ma ne consumano meno della meta' (circa 800 ml). Perche' si dissetano solo quando hanno sete. Da sfatare invece le credenze sull'assunzione eccessiva degli zuccheri (saccarosio, fruttosio e lattosio): circa 67 grammi quotidiani per gli uomini e 61 per le donne. Ben al di sotto quindi dei 75 grammi, indicati dagli esperti come limite da non superare.

Lo zucchero aggiunto in media agli alimenti e bevande durante la giornata (caffe', te', spremute, yogurt ecc.) e' pari a circa 3,3 cucchiaini (poco piu' di 60 Kcal, pari a solo il 3,3% delle calorie giornaliere per un adulto sano).

E' quanto emerge dai dati preliminari dell'indagine LIZ, raccolti su circa 800 persone (saranno 5.000 al termine dello studio) dai medici di famiglia della SIMG (Societa' Italiana di Medicina Generale), in collaborazione con Nutrition Foundation of Italy (NFI). Lo studio e' stato presentato al 29mo Congresso della societa' scientifica, a Firenze. ''E' significativo che il 35% degli uomini ed il 40% delle donne non aggiunga zucchero (saccarosio) ad alcun cibo - afferma Claudio Cricelli, presidente SIMG -. Abbiamo raccolto dati reali e aggiornati per intraprendere e proporre alle Istituzioni azioni di prevenzione mirate. Dal 2005 mancavano statistiche di questo tipo. Nel sondaggio abbiamo chiesto agli italiani cosa sanno del corretto consumo di liquidi e zuccheri e come effettivamente si comportano. La recente proposta di tassare le bevande gassate, anche se virtuosa negli intenti, appare quindi ingiustificata perche' non tiene conto dei consumi reali dei cittadini. Basti pensare che la Danimarca, dopo aver introdotto una tassa analoga su alimenti ad elevato contenuto di grassi saturi, l'ha recentemente abrogata, e ha inoltre desistito dall'idea di introdurne un'altra sullo zucchero. La medicina dei sani, cioe' la promozione della salute attraverso stili di vita corretti, deve agire su sedentarieta', alimentazione scorretta, fumo di sigaretta e abuso di alcol''. Eliminando questi fattori di rischio, l'80% delle malattie croniche, come diabete, tumori, ipertensione e patologie cardiovascolari, puo' essere prevenuto. Secondo Ovidio Brignoli, vicepresidente SIMG, ''servono nuovi strumenti per far comprendere ai cittadini come mantenersi sani. Se nel 1995 il 37,8% della popolazione era sedentario, nel 2010 questa percentuale e' salita al 38,3%: si tratta di piu' di 22 milioni di persone che dichiarano di non praticare nessuna attivita' fisica nel tempo libero. Il verdetto immediato di questa carenza di esercizio lo pronuncia la bilancia. Il 36,6% dei nostri connazionali e' in sovrappeso, il 10,6% addirittura obeso, pari a circa 6 milioni di individui. L'andamento e' in preoccupante aumento se si considera che il numero degli obesi dal 1994 ad oggi e' cresciuto del 25%. Per agire in modo mirato stiamo raccogliendo concreti e aggiornati''.

In Italia sono 2 milioni e 970mila i diabetici (il 4,9% della popolazione), 2 milioni e 250mila persone vivono con una diagnosi di tumore. Ancora piu' alto e' l'impatto delle patologie cardiovascolari: la sola ipertensione, un vero ''killer silenzioso'' provoca circa 240.000 morti l'anno ed e' responsabile del 47% delle cardiopatie ischemiche e del 54% degli ictus cerebrali. Per combattere queste malattie, alla dieta corretta deve essere associata l'attivita' fisica, che puo' essere efficace come un farmaco.

L'esercizio fisico in ricetta, oltre ad assicurare una salute migliore, puo' garantire la sostenibilita' del Servizio Sanitario Nazionale, spiegano i medici. Oggi l'11% della popolazione mondiale ha piu' di 60 anni, si calcola che nel 2030 questa percentuale salira' fino al 17% e nel 2050 al 22%. E l'Italia si colloca ai vertici della classifica della longevita': e' il secondo Paese al mondo, dopo il Giappone, per aspettativa di vita: ''Dobbiamo sapere rispondere alle esigenze di salute di queste persone'', conclude Brignoli.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

Presentato a Roma il primo Italian Obesity Barometer Report

Italia sempre più alle prese con il sovrapeso e l’obesità: il 46 per cento degli adulti (18 anni e più), ovvero oltre 23 milioni di persone, e il 24,2 per cento tra bambini e adolescenti (6-17 anni), vale a dire 1 milione e 700mila persone, è in eccesso di peso. In entrambe le fasce di età si osservano delle differenze in base al genere; le donne mostrano un tasso di obesità inferiore (9,4 per cento) rispetto agli uomini (11,8 per cento). Ancora più marcata è la differenza tra i bambini e adolescenti, di cui il 20,8 per cento delle femmine è in eccesso di peso rispetto al 27,3 per cento dei maschi. Sono i dati preoccupanti del rapporto di Istat realizzato per l’Italian Obesity Barometer Report presentato oggi a Roma in occasione del 1st Italian Obesity summit – Changing ObesityTM meeting. L’analisi territoriale conferma come l’eccesso di peso sia un problema molto diffuso soprattutto al Sud e nelle Isole; in particolare tra i più giovani, dove sono ben il 31,9 e 26,1 per cento rispettivamente i bambini e gli adolescenti in eccesso di peso, rispetto al 18,9 per cento dei residenti del Nord-Ovest, il 22,1 per cento del Nord-Est e il 22 per cento del Centro. Tra gli adulti, le diseguaglianze territoriali sono meno marcate: il tasso di adulti obesi varia dall’11,8 per cento al Sud e nelle Isole, al 10,6 e 10,2 per cento nel Nord-Est e Nord-ovest rispettivamente, fino all’8,8 per cento del Centro. Anche per la sedentarietà emerge un forte gap territoriale Nord – Sud. Fatta eccezione per la Sardegna, nella maggior parte delle regioni meridionali e insulari più di un terzo dei giovani non pratica né sport né attività fisica e le percentuali più elevate si rilevano in Sicilia (42 per cento), Campania (41,3 per cento) e Calabria (40,1 per cento). 

Fonte: askanews.it

Si e' sempre in ritardo per la prova costume: questo le donne lo sanno fin troppo bene. Il boom delle iscrizioni in palestra del mese di maggio dimostra che nella stagione invernale la pigrizia ha spesso la meglio, costringendo poi a ricorrere a diete drastiche per non sfigurare. In realta' l'inverno e' la stagione ideale per mantenere la linea e raggiungere l'obiettivo ''curve perfette'', quindi e' bene giocare d'anticipo. Quest'anno sara' la moda a spronare le donne, dato che gli abiti invernali comparsi recentemente sulle passerelle aderiscono alla silhouette come una seconda pelle.

Il personal trainer Andrea Carollo invita a non farsi prendere dal panico e consiglia alcuni semplici esercizi per avere glutei alti e sodi: ''Occorre scegliere dei movimenti che permettano di contrarre il gluteo; per esempio eseguire degli affondi a passo lungo prima con una gamba, poi con l'altra (6 per 15 volte per ciascuna gamba)''.

E se invece il tempo per esercitarsi e' poco? Niente paura. ''In alternativa - suggerisce Carollo - si possono fare le scale a piedi (tutti i giorni una decina di ripetizioni da 20 secondi ciascuna) salendo pero' due o tre gradini alla volta''. Insomma, messi al bando ascensori ed elevatori mobili, le scale tradizionali possono essere invece un prezioso alleato.

Per chi va gia' in palestra, infine, Carollo consiglia di dedicarsi al tapis roulant (almeno 20 minuti per 3 volte alla settimana) con un grado di inclinazione intorno al 5-6%. ''In questo modo -conclude l'esperto di fitness - il movimento stimola la contrazione dei muscoli posteriori. E il gluteo soffre, ma poi ringrazia...''.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

Cambia l'anno, ma le paure restano sempre le stesse. Anche nel 2013, infatti, cellulite, rughe e peluria si confermano tra gli incubi piu' temuti dalle donne italiane, al punto tale da essere considerati veri e propri nemici che attentano alla bellezza femminile e che, per questo, vanno sconfitti con le migliori armi presenti sul mercato. A far emergere questa realta' e' una ricerca condotta dal Centro Studi Guam su un panel di 1000 donne di eta' compresa tra i 18 e i 50 anni che ha permesso di stilare la top ten degli inestetismi piu' detestati.

Con il 75% delle votazioni, la pelle a buccia d'arancia si conferma il cruccio piu' grande che tormenta le italiane nel tentativo di trovare una soluzione a scelta tra l'esercizio fisico costante e mirato alle zone in cu il problema e' localizzato, le diete e l'utilizzo di prodotti specifici quali creme e fanghi d'alga, soprattutto alla vigilia della fatidica prova costume.

A seguire, con il 45%, le rughe (preziosa risorsa per il mercato dei prodotti antiage, dei filler riempitivi e dei trattamenti laser), la cui comparsa diventa subdola rivelatrice dell'eta' anagrafica e, peggio, di una parola che fa paura a molte: invecchiamento. Altro annoso problema sembra essere poi la peluria indesiderata (39%), che rende le italiane schiave di sedute di fotoepilazione a luce pulsata e dolorose cerette.

Le smagliature, invece, assillano il 35% del gentil sesso , mentre la pancia gonfia si attesta al 25% e i fianchi appesantiti al 22% col ricorso a tisane depurative, creme e diete molto spesso poco equilibrate.

Il 10% delle donne ha inoltre dichiarato di temere la caduta dei capelli, molto spesso reazione allo stress provocato dal calore eccessivo di phon e piastre, nonche' a trattamenti aggressivi quali tinte, meches e stirature chimiche e alla quale si cerca di rimediare con trattamenti tricologici o cure farmacologiche che possono presentare rischi e controindicazioni.

Anche le macchie cutanee (7%) che talvolta compaiono con l'eta' o dopo l'esposizione al sole rappresentano una fastidiosa fonte di preoccupazione per chi non ha la possibilita' di ricorrere a sedute di laser o di peeling chimico per attenuarle. Brufoli e occhiaie a pari merito (5%) sono invece seccature soprattutto per le adolescenti.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

Anche se la maggior parte sa che il fumo è dannoso

Più di uno studente su cinque dai 13 ai 15 anni fuma tabacco, il fumo di sigaretta è più diffuso tra le ragazze (23,6%) rispetto ai coetanei maschi (16,2%) mentre per quanto riguarda la sigaretta elettronica sono i ragazzi ad usarla abitualmente di più (21,9%) rispetto alle ragazze (12,8%). La metà ha respirato fumo passivo in casa, la maggior parte dei ragazzi è consapevole che il fumo è dannoso. Questi alcuni dati presentati al workshop sui Risultati dell’indagine sui giovani e il tabacco 2018 – Global Youth Tobacco Survey (GYPS) effettuata in Italia nell’anno scolastico 2017-2018. La sorveglianza GYTS, promossa dall’OMS e condotta in collaborazione con il CDC di Atlanta, è effettuata con frequenza quadriennale su un campione rappresentativo a livello nazionale di studenti di età compresa tra 13 e 15 anni. In Italia la rilevazione 2018 è stata condotta dall’Istituto superiore di sanità, con il coordinamento del ministero della Salute all’interno di un progetto del CCM (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie). L’indagine ha utilizzato un questionario standard e ha coinvolto 33 scuole secondarie di primo grado e 33 scuole secondarie di secondo grado con un tasso di risposta complessivo del 77,4%. Il 21,3% degli studenti (17,8% dei ragazzi e il 25,1% delle ragazze) utilizza attualmente prodotti a base di tabacco. Il 20,8% degli studenti (17,5% dei ragazzi e il 24,3% delle ragazze) fumano attualmente tabacco. Il 19,8% degli studenti (16,2% dei ragazzi e il 23,6% delle ragazze) fumano attualmente sigarette. L’1,6% degli studenti (1,8% dei ragazzi e l’1,5% delle ragazze) attualmente utilizza tabacco senza fumo. Il 17,5% degli studenti, il 21,9% dei ragazzi e il 12,8% delle ragazze utilizza attualmente sigarette elettroniche. 

Fonte: askanews.it